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Guappo antico

Sii te stesso, tutto il resto è già stato preso.
cit. Oscar wilde


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Uomini d'altri tempi

al centro vittorio Simeone

chi era don vittorio?

vittorio simeone nasce a casal di principe negli anni trenta,
epoca in cui in america imperversava al capone e il proibizionismo.
Ma con al capone, vittorio ha in comune solo il fatto di essere un guappo, seppur in modo diverso, vittorio non è un boss dei giorni nostri, ma un guappo all'antica, tipo alla "mario merola"ovviamente si intende i personaggi che ha impersonato il grande mario nei suoi celebri film. ciò è un guappo vecchie maniere,figura tipica dell'universo e della cultura napoletana, lontano anni luce dai boss di nuova generazione.
come detto vittorio nasce a casal di principe dove conosce e dopo poco si sposa Concetta Ferraiuolo da questo matrimonio ha 6 figli, 4 maschi e due femmine,negli anni cinquanta si stabilisce in via Dante Alighieri,una strada di periferia a nord di casale,una strada senza uscita, figlia questa di un abusivismo incontrollato che a quei tempi era la norma, e qui in via dante che si costruisce una casa faraonica talmente bella da far impallidire chiunque, villa che si distribuisce su quattro livelli,i vicini rispettano don vittorio come un Dio, e un rispetto che nasce dal carisma,che emana questo personaggio,la gente lo rispetta in modo molto profondo,don vittorio a carisma e coraggio da vendere,ed è forse anche per questo che incute un notevole timore nella gente, al suo passaggio, i ragazzini che giocano in strada scappano non appena sentono in lontananz il rombo della sua alfa 1750 di colore blù conosciuta da tutti, al suo seguito non mancano mai due fedelissimi e feroci mastini napoletani,che attaccano senza indugio ad un suo gesto.
don vittorio ufficialmente fà il guardiano,antico mestiere tramandatogli da suo padre francesco,il suo lavoro si sviluppa in accordi con contadini e coltivatori,per la tutela dei raccolti,senza nessun tipo di contratto, il tutto ovviamente si basa sulla parola, in quei tempi e in quelle zone i patti valevano piu di cento contratti, tutti o quasi gli agricoltori si affidano a lui per la tutela dei loro raccolti e dei loro campi,don vittorio assicurava agli agricoltori il 100x100 del raccolto, nessun furto subivano i loro campi,perche dove tutelava don vittorio non si toccava niente,la gente non ci passava nemmeno nella zona di sua influenza,nemmeno per sbaglio,era troppo il rispetto e la paura che incuteva don vittorio,
Baffone come lo chiamavano tutti, conobbe il carcere molto giovane, per piccoli reati commessi, il suo ingresso a poggioreale coincide con la detenzione nello stesso carcere don Raffaele Cutolo,il capo della nuova camorra napoletana egemone in quel periodo nella provincia di napoli per il controllo del territorio,Cutolo dopo averlo conosciuto,lo riteneva l'uomo giusto per le sue mire espansionistiche nella provincia di caserta,in seguito molti napoletani affiliati e non facevano la spola tra napoli a e la casa di don Vittorio a casale,leggenda narra che fosse aggregato nelle fila di don Raffaele di Ottaviano,si dice, che quando fù ucciso, in ogni casa del paese fù aperto dello champagne,(cosa questa mai verificata del tutto)la gente accolse la notizia come una liberazione,con lui e nei giorni che seguirono dal 17 febraio al 25 marzo 1982 furono trucidati altre otto persone tra le quali anche due suoi figli.
Da un estratto dal libro di balestrini
(la storia di sandokan)
dal capitolo; la morte
E un pomeriggio invernale alle quattro fa già scuro verso le sei è già notte e pioviggina uno di quei classici pomeriggi di merda che ci sono d’inverno c’è un ingorgo di macchine e lui vede affacciato al finestrino del pullmino vede questi due morti questi due cadaveri le macchine tutte così di traverso perchè è successo proprio da poco mentre lui guarda quei cadaveri e li guarda con stupore perchè non sa ancora che cosa vuol dire uccidere c’è un corpo che sta buttato sulla macchina di traverso lo riconosce per i capelli lunghi i baffoni la faccia insanguinata è Simeone e c’è il figlio che invece sta morto nella macchina il padre sta steso così sul cofano di traverso vicino alla portiera invece il figlio sta morto nella macchina metà fuori dalla portiera lui li guarda e resta scioccato da questa cosa c’è un casino sirene clacson la gente intorno sotto gli ombrelli lui lo riconosce Simeone e la cosa gli fa impressione gli fa male perchè l’aveva visto poco tempo prima e gli aveva messo paura e c’ha pure un rimorso perchè quando lo vide a casa sua circondato da quegli enormi cani neri gli augurò morte violenta però continua a guardare scioccato attraverso il finestrino bagnato di pioggia nel pullmino fermo nell’ingorgo del traffico sotto la pioggia ma la cosa che gli fa ancora più impressione e anche paura è che il ragazzino dietro di lui il suo compagno di scuola Gianni di famiglia perbene ricca istruita e tutto gli spiega non solo a lui ma a tutto il pullmino per filo e per segno chi è quello che hanno ucciso e perchè l’hanno ucciso e chi l’ha ucciso e tutto questo lo racconta come si racconta una partita di calcio dice quello è Vittorio Simeone
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