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L'imanità dei casalesi
Pasquale cirillo: e una persona tranquilla e moderata in tutte le sue azioni, nato per caso a casal di principe,e residente in un piccolo paese dell'area dei mazzoni,pasquale lavora da anni alle dipendenze di una nota e antica azienda dela zona, sposato e padre di una splendida bambina di cinque anni,che e molto legata a lui,alla quale pasquale non ha fatto mai mancare mai nulla,pasquale e il classico buon padre,in famiglia conoscendolo sanno bene che non ama avere animali in casa,specie i cani,non perche non li ama,ma perchè pasquale preferisce la tranquillità,e non sarebbe disposto a badare e stare ai capricci di un cagnolino viziato. la piccoletta, che al contrario del papà,il suo sogno era avere un cagnolino in casa,ed ecco che una sera,ironia della sorte, dall esterno del muro di casa ecchegiavano dei lamenti che facevano pensare ad un pianto,attirati da questi strani rumori pasquale e famiglia si affrettarono per vedere da vicino cosa,o chi stesse piangendo fuori, e con non poco stupore e sgomento si trovarono d'innanzi a loro, un dolcissimo pechinese infreddolito e tremante, che presentava una grave ferita all'occhio sinistro.e da questo momento che pasquale si rende protagonista suo malgrado di un avventura singolare e di rara umanità.che il signor pasquale l'ha voluta raccontarci, l'occhio che penzolava al di fuori del orbita oculare,una cosa raccapricciante,orribile,alla vista di quest occhio sanguinante,la prima cosa che pensai era di disfarmi al più presto di questo spettacolo,non avrei voluto che mia figlia avrebbe visto uno spettacolo simile,(già sapevo in cuor mio che lei già amava quella tenera creatura)infatti lei che era alle mie spalle già aveva visto il povero animaletto ferito,non pensai più a mia figlia, presi il cagnolino agonizzante e con molta delicatezza lo poggiai in macchina,ero terrorizzato,non vedevo l'ora di disfarmi di quel'animale cosi malconcio,avevo le pulsazioni,sentivo il cuore in gola,mi avviai con l'auto in direzione Grazzanise, un piccolo centro del vicinato,pensavo di disfarmene quando prima,ogni tanto mi giravo,e vedevo la sofferenza che esprimeva il suo tenero sguardo provavo un sentimento di pietà e amore,le mie convinzioni di scaricarlo al più presto cominciarono a sciogliersi come neve al sole,mi guardava, sembrava supplicarmi di aiutarlo,sembrava volesse dire, lo so che non mi ami,ma ti chiedo solo un piccolo aiuto,poi andrò via da solo,mentre pensavo a quel che il cane pensava,mi accorsi di aver superato il punto di scarico,decisi che lo avrei scaricato più avanti in qualche stradina buia,anche se in cuor mio avevo capito che non ne sarei stato capace,intanto percorrevo Capua,cittadina in provincia di caserta,e in quel momento vidi un insegna che indicava un veterinario,pensai di lasciarlo li sperando nel buon cuore del dottore,che si prendesse cura lui,..ma il dottore mi disse con tutta franchezza, che il suo studio non era un canile,e, che se volevo avvalermi delle sue prestazioni per curare il cane mi sarebbe costato 400 invece di 800 delle vechie lire,cioè dividevamo le spese a metà, guardai il cane e i suoi occhi dolci e sofferenti mi indussero ad accettare,mi sentii felice di quel gesto bello quanto umano,il dottore asportò l'occhio sinistro al povero cagnolino salvandogli probabilmente la vita,pensai all'avidità cinica e brutale che si annida nelle coscienza di molti dottori,pensai ad una canzone di un noto cantautore italiano,dottor dobermann,ero provato ma felice,tornai a casa dopo quasi una giornata, il cagnolino con la testa semi fasciata,rimanemmo io e lui sulla soglia del portoncino,nella mente,penso, avevamo gli stessi pensieri,provavamo le stesse emozioni in quel medesimo istante,mia figlia e mia moglia ci guardavano commosse,fu un emozione collettiva che non hò piu dimenticato,il cagnolino divenne negli anni a seguire la mia ombra..si creò un connubbio indissolubile uomo-cane
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