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Periodo fascista


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Periodo fascista

Il 9 aprile 1928 il comune di Casal di Principe venne fuso con San Cipriano d'Aversa, formando il comune di Albanova. La comunità viveva principalmente di agricoltura, settore che poi è andato via via riducendosi a favore dell'edilizia e del terziario cantieristico, il quale oggi occupa la maggior parte della forza lavoro locale. Un tempo la coltivazione della canapa era la principale attività del paese, ma col passare degli anni ha lasciato il posto ai frutteti (pesche, albicocche e mele in prevalenza), e alla coltivazione della barbabietola da zucchero. Ma anche i cereali, specialmente l'avena e il mais, trovano ampi spazi di coltura perché molto utilizzati nella zootecnica, in quanto Casal di Principe è uno dei principali centri di allevamento della bufala campana da cui si ricava il latte per la famosa mozzarella che tanta rinomanza ha acquisito negli anni. Nel 1946 il comune di Albanova venne disciolto, e Casal di Principe recuperò la propria autonomia
Il monumento più di spicco
è il Palazzo Coppola, situato nel centro, è attualmente una proprietà privata, anche se in passato ci sono stati tentativi da parte del Comune di renderlo pubblico. La statua dedicata ai Caduti è situata in piazza San Rocco ed è stata denominata "il nanerottolo": si tratta di un inerme soldatino ritratto nell'atto di lanciare una granata, la cui simbolica militaristica è stata fatta a lungo oggetto di satira popolare. Di recente costruzione per iniziativa popolare è la statua di papa Giovanni Paolo II situata nei pressi della rotonda che incrocia la via Vaticale e la via Circumvallazione Esterna. È stata denominata "la pescheria" perché sormontante un globo terraqueo si erge la statua all'interno di un recinto con catena, ancora e piastrelle dalle tonalità marine.
Stadio comunale
Casal di Principe è dotato di uno stadio comunale con campo di calcio, dove negli anni '90 era protagonista la Società Calcio Albanova allora militante in serie C2. Lo stadio è dotato anche di una pista d'atletica di 400 metri, la quale, sino alla primavera del 2012, era abitualmente usata dai cittadini dell'agro aversano come punto d'incontro, non solo per correre, ma anche solo per fare due passi in compagnia. Questo però non è più possibile, poiché inspiegabilmente la struttura è stata chiusa al pubblico per inagibilità. La struttura è stata dotata di quattro grandi riflettori per illuminare il campo la sera, mai usati del tutto, questi si vedono in lontananza all'arrivo di Casal di Principe, sulla destra, già da parecchi chilometri.
Origini del nome
Da fonti non meglio identificate sembra che il nome Casal di Principe derivi da un evento risalente al periodo 1458-1490 durante il quale Mattia Corvino fu re d'Ungheria. Sembra che un suo figlio naturale di nome Stanislao abbia attentato alla vita del padre per subentragli sul trono. Scoperta la tresca, Mattia, che era imparentato con Ferdinando I d'Aragona re di Napoli per averne sposata la figlia Beatrice, fa arrestare il figlio insieme con i complici e, per non ammazzarlo, li espelle dal regno chiedendo per essi ospitalità a Ferdinando I. Viene a loro assegnato un vecchio casale ubicato in una zona malsana e acquitrinosa dell'entroterra, appunto perché doveva essere una punizione. Da quel momento nasce, quindi, Casal di Principe, cioè il casale dove vive il principe. Al di là della veridicità o meno del fatto, oggi troviamo molteplici coincidenze con esso: i nomi Mattia e Stanislao, questo di chiare origini slave, sono molto diffusi a Casal di Principe ed il cognome Corvino è addirittura il più diffuso.


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